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Consultazione sulla revisione della LTC conclusa: ampio sostegno per migliori procedure di autorizzazione degli impianti di telefonia mobile

08 luglio 2026

La consultazione sulla revisione parziale della legge sulle telecomunicazioni (LTC) nell’ambito della telefonia mobile si è conclusa. Le prese di posizione pubblicate mostrano che un’ampia maggioranza di partiti, associazioni e organizzazioni riconosce la necessità di intervenire sulle attuali procedure di autorizzazione degli impianti di telefonia mobile e sostiene il progetto. Il quadro è particolarmente chiaro per quanto riguarda i Cantoni: 24 Cantoni accolgono favorevolmente la revisione nei suoi principi. Ciò sottolinea che, con la sua proposta, il Consiglio federale affronta un problema reale e gode di un ampio sostegno da parte degli attori interessati.

 

 


I risultati della consultazione in breve:

  1. Cinque partiti politici su sei accolgono favorevolmente il progetto. 
  2. 24 Cantoni sostengono il progetto o il suo orientamento.
  3. Ampio sostegno anche da parte dell’economia e delle associazioni. 


 

Nella primavera del 2026 il Consiglio federale ha svolto la consultazione sulla revisione parziale della legge sulle telecomunicazioni (LTC) nell’ambito della telefonia mobile. L’obiettivo del progetto è semplificare le procedure di autorizzazione per gli impianti di telefonia mobile, affinché le necessarie modernizzazioni e gli adeguamenti tecnici possano in futuro essere attuati in modo più efficiente (cfr. anche l’articolo «Il Consiglio federale vuole migliorare le procedure di autorizzazione per le antenne di telefonia mobile»). In particolare, è previsto di disaccoppiare la verifica del rispetto dei valori limite delle radiazioni dalla procedura di autorizzazione edilizia e di introdurre, per determinati adeguamenti, una procedura separata di notifica. Al contempo, il rispetto dei valori limite dovrà essere garantito tramite sistemi di garanzia della qualità e la trasparenza dovrà essere rafforzata mediante la pubblicazione di informazioni supplementari sugli impianti di telefonia mobile. Le prese di posizione pubblicate dal Consiglio federale nel mese di giugno delineano un quadro chiaro: la revisione proposta riscuote il consenso di un’ampia maggioranza dei partecipanti alla consultazione.

 

I cantoni riconoscono la necessità di intervenire

Particolarmente significativa è la posizione dei Cantoni. 24 Cantoni si sono espressi in linea di principio in modo favorevole sul progetto. Berna e Ticino formulano riserve su singole disposizioni, ma sostengono anch’essi l’orientamento generale della revisione. Soltanto i Cantoni di Ginevra e dei Grigioni respingono la revisione nel suo complesso. Anche importanti organizzazioni mantello a livello federale, come il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB), l’Associazione dei Comuni Svizzeri e l’Unione delle città svizzere, sostengono in linea di principio la revisione.

 

Questo risultato è tanto più significativo in quanto i Cantoni e i Comuni sono confrontati quotidianamente con le procedure di autorizzazione e conoscono direttamente le sfide pratiche. I riscontri mostrano che gli adeguamenti proposti rispondono a un’esigenza reale e, dal punto di vista delle autorità competenti, vanno nella giusta direzione.

 

Il sostegno espresso non significa tuttavia che il progetto sia considerato perfetto. Come in ogni consultazione, anche in questo caso sono state avanzate proposte di miglioramento. In particolare, sono oggetto di discussione l’impostazione della procedura di notifica e della tutela giuridica.

 

Chiaro sostegno da parte di politica, economia e associazioni

Le prese di posizione mostrano inoltre che vi è un’ampia consapevolezza del fatto che le reti di telefonia mobile devono essere costantemente modernizzate e che, a tal fine, sono necessarie condizioni quadro attuali e applicabili nella pratica. Di conseguenza, l’orientamento della revisione è valutato positivamente da ampi settori della politica, delle autorità, dell’economia e delle associazioni.

 

In particolare, il progetto raccoglie ampio sostegno dal mondo economico. Oltre alle grandi associazioni economiche, alle associazioni del settore digitale e a numerose camere di commercio regionali, si esprimono favorevolmente anche associazioni attive nei settori dell’edilizia, del turismo e dell’industria. Tra queste figurano, ad esempio, la Società Svizzera degli Impresari Costruttori, Sviluppo Svizzera, la Federazione svizzera del turismo, HotellerieSuisse, Swissmem e Swisscleantech. Esse sottolineano l’importanza di un’infrastruttura digitale performante per l’innovazione, la competitività e la sicurezza dell’approvvigionamento. La revisione della LTC è considerata un approccio equilibrato, che consente procedure più efficienti e garantisce al tempo stesso la protezione delle persone e dell’ambiente.

 

Anche sul piano politico il bilancio è chiaro: cinque dei sei grandi partiti – Il Centro, PLR.I Liberali Radicali, PVL, PS e UDC – accolgono favorevolmente il progetto. Solo il Partito dei Verdi respinge la revisione. Prese di posizione critiche provengono inoltre da una dozzina di Comuni, da numerose organizzazioni critiche nei confronti della telefonia mobile e da privati che hanno partecipato alla consultazione nell’ambito di una petizione lanciata a tal fine.

 

Un passo nella giusta direzione per la Svizzera digitale

I risultati della consultazione sottolineano che numerose autorità nonché associazioni economiche e di categoria ritengono che le procedure attuali non siano più adeguate ai tempi e considerano necessario un loro ulteriore sviluppo, affinché possano rispondere alle esigenze tecniche e sociali. La revisione parziale della LTC offre l’opportunità di migliorare le condizioni quadro per la modernizzazione dell’infrastruttura di telefonia mobile e di rafforzare così le basi per reti mobili performanti, affidabili e sicure.

 

Il Consiglio federale analizzerà ora in modo approfondito i risultati della consultazione e pubblicherà verosimilmente le relative conclusioni nell’ambito del messaggio concernente il progetto. Successivamente, il dibattito politico proseguirà in Parlamento.

 

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